Salmo & Noyz Narcos: "CVLT - Hellraisers" (2024) - Recensione
Lo avevano
promesso che avrebbero fatto un album insieme questi due bad boys, ma ci sono
voluti 10 anni e una location in Toscana in cui si sono rinchiusi per generare questo
che si candida ad essere tra i migliori album della scena rap italiana 2024.
Ricordiamo solo che la prima versione dell’ album “CVLT” e’ uscita nel
novembre 2023, ma questa edizione deluxe contiene altri cinque brani ed e’
stato pubblicata nel maggio 2024.
Iniziamo con due
dichiarazioni rilasciate in fase di presentazione del loro lavoro, perchè esse
ci dicono molto sullo stile e lo spirito di “CVLT - Hellraisers”:
- “Un disco notturno, scritto di notte, dark,
pensato per fare qualcosa di artistico, fatto bene”.
- “Non dover lavorare per qualcuno, il primo
sogno e’ quello di poter fare qualcosa per se”.
La nuova title track “Hellraisers” di
questa edizione 2024 inizia con delle trombe che fanno presagire subito che
questo album avra’ continui riferimenti al mondo cinematografico ed e’ la voce
del rapper romano Noyz che inizia a “sputare su queste tracce” la violenza del
suo rap, mentre la seconda strofa e’ di Salmo e sara’ lui a dare il via all’
”inferno che si scatena”.
La seconda delle
5 track inedite “Hotline”, prodotta da Sine, e’ un feat. con Lazza che
introduce toni piu’ pop e mainstream con il suo ritornello rispetto ai due
proprietari di casa che iniziano e chiudono questo brano con l’amarezza ma
anche l’accettazione delle asprezze della vita che hanno vissuto. I feat
continuano con ”Rap money” in cui Guè riporta tutto il linguaggio e
l’immaginario delle storie di strada, droga e cash, intrecciandole tra loro
nelle strofe, innalzando a vincitrice la musica rap per il trio OG, che fieri,
affermano di avercela fatta; mentre ”Non mi passa” feat. Gemitaiz e’ un
brano rap lento in controtempo, quasi in apnea, parlando di insonnia e mal di
vivere.
“L’odio” e’ l'ultima delle 5 tracce aggiunte nella versione Deluxe:
inizia con una tromba sognante che accompagnerà tutto il brano e su cui i due,
con molta calma, su un tappeto sonoro lounge, jazz, si alternano snocciolando
una lunga lista di ragioni per cui l'odio è quasi un male inevitabile ed alla
fine strumentale per ricordarci delle persone.
“Anthem”, con una intro di 20 secondi di giro semplice di chitarra
elettrica, poi entrano Salmo e Noyz e partono a palla rincorrendosi su barre
infuocate e giocando uno sulle tracce dell'altro (di Salmo “La prima volta”,
“Morte in diretta” e “Giuda” mentre per Noyz vengono richiamate
le tracce “Attica” e “M3”), così Anthem è alla fine più canzoni
in una con continui cambi di scena.
Questo album è molto cruento e la track “Cringe” apre allo splattering verbale e cinematografico di cui “CVLT” è intriso. Il basso è pesante e tiene il ritmo alle rime dei due Kings che ne hanno per tutti, mentre in “Incubi” troviamo riferimenti e ritornelli ad elementi horror riportati ed interpretati dai due rappers nel video realizzato dal leggendario maestro del genere Dario Argento.
Ma il pezzo piu’
potente e’ “Respira” non solo perchè nella powerhouse dei due entra il
grandissimo Marracash, ma anche grazie all’idea del producer Sine (“Sine,
drop drop that shit”) che importa il sample del brano “Breathe” dei mitici
Prodigy di fine anni ’90 ed il risultato è un altro brano in cui le barre dure
vengono rappate fino ad esaurimento respiro. Dopo aver raggiunto l’orgasmo
musicale strozzato in gola arriva il momento di riprendere le energie con “Miracolo”
almeno per i ritmi che rallentano anche se la narrazione resta distopica, e
le liriche sono pessimisticamente dark.
Si arriva così al cuore dell’album con la title track “CVLT”, ricca di riferimenti sia al cinema western (Prendi i soldi e scappa, Mi chiamano Trinità), criminale (Bonnie & Clyde), horror (Alba dei morti viventi), guerra (Bastardi senza gloria), erotico (Tinto Brass) che alla musica di 50 Cent “Window Shopper” ed alle sonorità delle soundtrack di Ennio Morricone (giro di note della tromba presente in tutto il brano). Brano che si chiude con il contributo del giovane Kid Yugi, pronto a “fare il salto che gli spetta, anche senza stunt”.
In “Brujeria” il sound – con un loop ispirato al brano “Who dat boy” di Tyler, The Creator - è in continua accelerazione su un tappeto di drum’n’bass e su liriche violente che si rifanno anche a una religiosità cupa e persecutoria (“rogo delle streghe – Brujeria” dalle persecuzioni medievali del tribunale dell’Inquisizione spagnolo); mentre ritroviamo ancora il tema religioso in “Croci € Cristi” ma solo nel titolo in quanto la canzone scorre sputando disprezzo sui finti G(angster) che vogliono “fare l’aquila con le ali da pollo”.
L’ultima
featuring track è “My love song 2” con Coez & Frah Quintale e dal
brano originale (2013) dal rapper romano riprende i contenuti erotici molto
cari al primo Noyz aggiungendo delle sonorità elettriche e blues più vicine al
sound di Salmo.
La corsa riprende
con “Kilometri” brano di strada, con i fari che illuminano la strada
mentre si gira di notte tra strip club, risse da bar ed alchol nel quale
annegare con la voce che risale dal bicchiere pieno.
“Maledetti” invece è un brano lento, triste, pessimista fino ad immaginare la propria morte (non è l’unico riferimento in questo album) ma anche una dichiarazione d’amore alla passione di scrivere rime.
Ma i riferimenti al cinema americano ed a Quentin Tarantino non si fermano, cosi come alle soundtrack con la track ”Grindhouse” che prende il nome dal doppio movie del 2007 e con un sample di “Greta” dal film “La morte ha sorriso all’assassino”. Il brano ha un refrain diabolico da classico scary movie. Ancora musica e road movie con “Nightcrawlers” che, pur essendo il penultimo brano nella tracklist, è stato il primo che i due hanno realizzato insieme. La track si apre con il dialogo tra i due Blues Brothers nell’omonimo film ed i due rappers convinti di aver realizzato il “disco dell’anno”.
“Matrioska”, ballata lenta parla della dipendenza che può essere quella da una donna (nelle strofe di Salmo) o dalle droghe (in quelle di Noyz), entrambe fanno volare ma poi fanno male quando si resta da soli.
“La fine”, come nei film appaiono i titoli di coda con la
scritta “The end”.
E’ il brano sul quale i due tirano “le somme”, su una chitarra elettrica stile
rock anni ’70 ed un’ambientazione sonora orchestrale da film, autocitandosi e
riconoscendo a se stessi il duro lavoro, ed anche la cattiveria (“pugnalando
corpi con una penna biro”) che li ha portati ad essere due artisti
fondamentali della scena rap italiana, ognuno con le proprie caratteristiche ma
che hanno saputo mediare tra loro per realizzare un ottimo album ed ora lo stanno
portando in tournee con un enorme successo tra fiamme sul palco e casse a tutto
volume.

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